Contributo a fondo perduto fino a 10.000 euro per Lucca, Massa-Carrara e Pisa: come arrivare pronti all’8 luglio
La Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest ha riaperto il bando voucher per la transizione digitale dedicato alle imprese con sede nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa. Si tratta di un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a 5.000 euro per le imprese con meno di 10 dipendenti e fino a 10.000 euro per le altre. Le domande si presentano a partire dall’8 luglio 2026, e qui c’è il punto che fa la differenza: l’assegnazione segue l’ordine cronologico di invio, fino a esaurimento dei fondi. Chi arriva preparato accede, chi arriva impreparato resta fuori anche se ha un buon progetto.
Chi può accedere
Possono richiedere il voucher tutte le imprese, di qualsiasi settore, con sede legale o unità locale in Provincia di Lucca, Massa-Carrara o Pisa. I requisiti formali sono quelli tipici dei bandi camerali: iscrizione attiva al Registro delle Imprese, regolarità con il pagamento del diritto annuale, una PEC attiva e funzionante, DURC in regola e assenza di debiti scaduti verso la Camera di Commercio. Il contributo rientra nel regime de minimis, quindi va tenuto conto del plafond triennale di aiuti pubblici già ricevuti.
Una raccomandazione che vale più di quanto sembri: verifica la tua posizione sul diritto annuale prima di presentare la domanda. Una regolarizzazione fatta dopo la data di invio non viene considerata valida, e a sportello cronologico non c’è margine per rimediare.
Cosa si può finanziare
Il bando copre l’acquisto di beni, servizi, formazione e consulenza legati agli ambiti digitali. Tra le voci ammissibili rientrano:
- Soluzioni di intelligenza artificiale, big data e analytics.
- Sistemi gestionali come CRM ed ERP per la gestione dei processi aziendali.
- Realizzazione e potenziamento di siti e-commerce.
- Cybersecurity e business continuity.
- Altre tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0, come IoT, cloud, realtà aumentata e stampa 3D.
C’è un dettaglio sul marketing che conviene leggere con attenzione: le attività di marketing sono ammissibili solo se collegate alle tecnologie digitali previste dal bando. Tradotto, un progetto di digital marketing fine a sé stesso difficilmente passa, mentre lo stesso lavoro agganciato a un nuovo e-commerce o a un CRM rientra nel perimetro. È la differenza tra una spesa generica e una spesa coerente con l’obiettivo della misura.
Le spese decorrono dal 1° gennaio 2026
Un aspetto che molte imprese trascurano: sono ammesse le spese sostenute dopo il 1° gennaio 2026 oppure ancora da sostenere. Significa che un investimento digitale già avviato quest’anno potrebbe rientrare, a patto di averne tenuto traccia con la documentazione corretta. Vale la pena fare un inventario di quello che hai già speso o messo in preventivo prima di costruire il piano nuovo.
Un contributo che vale come progetto, non come modulo
Il voucher digitalizzazione della Toscana Nord-Ovest è una buona occasione per le PMI delle tre province, ma non è un click da fare l’8 luglio. È un progetto da impostare nelle settimane che mancano, scegliendo dove investire davvero e costruendo un piano di spesa che il bando possa riconoscere come ammissibile. Il trucco è arrivare con tutto pronto, non con tutto da decidere. I dettagli, la modulistica e le scadenze aggiornate sono pubblicati sul sito della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest.
Se vuoi capire se il tuo progetto digitale può rientrare nel voucher e come strutturarlo per arrivare pronto all’apertura dell’8 luglio, scrivici per una analisi preliminare senza impegno.
FAQ
Tutte le imprese di qualsiasi settore con sede legale o unità locale in Provincia di Lucca, Massa-Carrara o Pisa, attive e iscritte al Registro delle Imprese, in regola con il pagamento del diritto annuale e con il DURC, e con una PEC attiva e funzionante. Il contributo rientra nel regime de minimis.
Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, con un tetto di 5.000 euro per le imprese con meno di 10 dipendenti e di 10.000 euro per le altre imprese. Trattandosi di regime de minimis, va tenuto conto del plafond triennale di aiuti pubblici già ricevuti dall’impresa.
Sono ammissibili intelligenza artificiale, big data e analytics, sistemi gestionali CRM ed ERP, e-commerce, cybersecurity e altre tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 come IoT, cloud e stampa 3D. Il marketing è ammesso solo se collegato alle tecnologie digitali previste dal bando.
Sono ammesse le spese sostenute dopo il 1° gennaio 2026 oppure ancora da sostenere. Un investimento digitale già avviato nel corso del 2026 può quindi rientrare nel voucher, a patto di averne tenuto traccia con la documentazione corretta per la rendicontazione.
L’assegnazione segue l’ordine cronologico di invio fino a esaurimento dei fondi. Arrivare all’8 luglio 2026 con piano di spesa coerente, preventivi dei fornitori già in mano e documentazione pronta per l’invio telematico aumenta in modo concreto le probabilità di accedere al contributo.